"L’obiettivo di questo torneo - spiega il romano - era proprio quello: ritrovare quel tipo di presenza in campo. Oggi ci sono riuscito e sono molto contento, anche per il livello espresso"
30 aprile 2026
Cresce partita dopo partita Matteo Berrettini al Sardegna Open. Dopo un esordio complicato con Kypson, il romano alza il livello e firma una vittoria di peso contro Mariano Navone, prima testa di serie e campione in carica, conquistando l’accesso ai quarti di finale.
“Oggi è stata un’ottima partita - ha spiegato Matteo - e ho trovato quello che un po’ mi era mancato di recente, ossia la fase competitiva, quella continuità di attenzione che in passato ritrovavo più facilmente dopo uno stop. L’obiettivo di questo torneo era proprio quello: ritrovare quel tipo di presenza in campo. Oggi ci sono riuscito e sono molto contento, anche per il livello espresso. Mariano è un grandissimo giocatore sulla terra, e se non giochi così è molto difficile batterlo”.
Un passo avanti evidente rispetto al debutto: “Il tennis è così. Se avessi chiuso prima la partita d’esordio magari non ci sarebbe stata questa differenza di percezione. Non credo di aver giocato male nel primo turno, ma le condizioni erano più difficili, c’era molto vento e servire era complicato. Bisogna sapersi adattare: più lo fai, più la qualità del tuo gioco sale”.
Contro Navone, però, è emersa anche una maggiore chiarezza tattica: “All’inizio forse avevo un po’ troppa fretta con il dritto, cercavo di fare male troppo presto. Con un giocatore come lui e con queste condizioni non è la scelta migliore. Poi ho trovato la chiave: gestire meglio gli scambi, essere aggressivo ma con pazienza. Il fatto che il suo servizio non sia devastante mi dà la tranquillità di poter rientrare anche se vado sotto di un break, ma allo stesso tempo dovevo servire bene perché lui risponde molto bene”.
Determinante anche la gestione dei momenti chiave: “Quando ho perso il servizio all’inizio non è stato facile, ma sono rimasto lì, non mi sono innervosito. Ho continuato a lavorare e ho fatto subito il controbreak: è stata una prova di carattere importante. Anche nel finale, quando la tensione è salita, ho dovuto gestire bene le emozioni. Sono situazioni che se gestite bene fanno la differenza”. Un successo che conferma una convinzione ormai chiara nella testa di Berrettini: “Oggi il tennis ci dimostra che i numeri contano fino a un certo punto. A parte Jannik Sinner, che sta facendo qualcosa di straordinario, per gli altri può succedere di tutto. Io sono entrato in campo con la consapevolezza di avere un livello alto, di poter vincere contro chiunque ma anche perdere contro chiunque. Questo mi ha aiutato a restare attaccato alla partita”.
Ora lo sguardo si sposta al prossimo turno: “A questo punto del torneo non ci sono partite facili. Sono tutti giocatori forti. Non ho preferenze: chi arriva qui è perché sta giocando bene”. Infine, una riflessione sulle sensazioni raccolte nelle prime due partite: “Dal punto di vista tecnico, sicuramente oggi è stata migliore. Ma quella del primo turno ha avuto un valore mentale più grande: reagire dopo aver servito per il match e dopo una partita a Madrid in cui non mi era piaciuto l’atteggiamento è stato importante. Oggi invece mi sono sentito meglio nei colpi, nelle sensazioni, in tutto”.