-

Arnaldi, dai dubbi al titolo: "In finale la mia partita migliore"

"Sono arrivato qui con tanti dubbi - ha detto il ligure - soprattutto sul piede e su come stava andando l’anno. Non riuscivo a giocare come volevo, i risultati non arrivavano… invece qui ho iniziato così così, poi sono andato in crescendo e adesso ho di nuovo fiducia in me stesso"

03 maggio 2026

20260503_Matteo_ARNALDI_GSP13959.JPG

Dai dubbi al titolo. Matteo Arnaldi completa una settimana ideale al Sardegna Open, battendo in finale l'ex top 10 Hubert Hurkacz e tornando al successo dopo tre anni. Un trionfo che va oltre il risultato, dentro un percorso di ricostruzione fisica e mentale iniziato proprio a Cagliari.

“È una soddisfazione enorme, erano tre anni che non vincevo un torneo - racconta il ligure - e per me questo è stato un torneo speciale. Sono arrivato qui con tanti dubbi, soprattutto sul piede e su come stava andando l’anno. Non riuscivo a giocare come volevo, i risultati non arrivavano… invece qui ho iniziato così così, con un po’ di dolore, ma negli ultimi due giorni non ho sentito assolutamente niente. Questa è la cosa migliore che porto con me, oltre al trofeo”.

Un segnale importante, forse il più importante della settimana: “Più giocavo, più stavo bene. Spero che sia una base anche per i prossimi tornei. Adesso vediamo come reagirà il piede dopo il riposo, ma la sensazione di stare bene è sicuramente qualcosa che mi dà fiducia”.

In finale, si è vista la miglior versione del ligure: “È stata la partita migliore del torneo. Sono stato molto solido. Lui è un giocatore esperto, sta tornando in forma, sapevo sarebbe stata dura. Sono contentissimo di come ho giocato, di come sono stato in campo e di come sono riuscito a variare il gioco durante la partita”.

Decisiva la capacità di restare sempre dentro il match, anche nei momenti di difficoltà: “Sapevo che sarebbe stata una partita complicata. Hubert serve molto bene, ma oggi io ho risposto altrettanto bene e gli ho messo pressione in quasi tutti i suoi turni di servizio. È andato un po’ in difficoltà perché non trovava i punti diretti. Ho avuto dei passaggi a vuoto, sono andato sotto in entrambi i set, ma sono rimasto sempre attaccato al match. Poi mi sono ripreso subito e credo di aver fatto una prestazione solida sotto ogni punto di vista”.

Un successo costruito anche grazie a una crescita progressiva durante la settimana: “All’inizio ho fatto più fatica, poi man mano che andavo avanti stavo meglio fisicamente. Io sono sempre stato così: più gioco, meglio sto. Mi mancava proprio questo, poter stare in campo tante ore. Prima mi allenavo poco, un’ora al giorno. Ora sono riuscito a lavorare due o tre ore al giorno e questo ha fatto la differenza”. Fondamentale anche il lavoro con il nuovo coach Fabio Colangelo, in una fase di cambiamento: “Abbiamo iniziato da poco, ma abbiamo lavorato bene. Siamo stati anche fortunati perché ho potuto allenarmi con continuità. Quando posso stare in campo tanto, riesco a esprimere il mio tennis e a ritrovare buone sensazioni”.

Un torneo che segna una svolta, anche dal punto di vista mentale: “Ero indeciso se venire o no. Venivo da un periodo difficile, con tante sconfitte e tanti dubbi. Questo torneo mi dà tanta fiducia: mi fa capire che, se sto bene, posso giocare ancora ad alto livello”. E Cagliari diventa subito un punto di riferimento: “Se posso, tornerò sicuramente. Mi sono trovato benissimo, questo torneo e le persone che ho incontrato mi hanno dato tanto”.

Matteo Arnaldi (foto FITP)

Matteo Arnaldi (foto FITP)

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti