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Arnaldi in rimonta: "Ritmo e fiducia, da Cagliari riparto"

"Quello che conta - dice il ligure dopo la conquista di un posto in finale - è che questo torneo mi sta dando tanto: partite, fiducia, ritmo. Il piede sta rispondendo bene, mi sento meglio e queste sono tutte cose che porterò con me quando tornerò nel circuito Atp”.

02 maggio 2026

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Ritrovare ritmo, fiducia e sensazioni. E ora anche una finale. Matteo Arnaldi è sul punto di completare la sua settimana perfetta al Sardegna Open: battendo Gianluca Cadenasso, si è preso l’ultimo atto del Challenger 175 di Cagliari. Un traguardo che va oltre il risultato, dentro un percorso di ricostruzione iniziato proprio da qui.

“È importantissimo tornare a giocare una finale Challenger - racconta il ligure - perché dall'ultima è passato tanto tempo, quasi tre anni, anche se in mezzo ho giocato tornei del circuito maggiore. Però sono contento di essere qui: mi sto sentendo meglio giorno dopo giorno ed era esattamente quello che cercavo in questo torneo. Sono soddisfatto di come stanno andando le partite, di come sto in campo e di come mi sento”.

Una crescita evidente, soprattutto nella gestione dei momenti della semifinale, dopo un avvio molto complicato: “Lui è partito molto bene, mi metteva pressione, io invece sono entrato un po’ lento. Anche fisicamente non è semplice: è la quarta partita di fila, non giocavo così tanto da tempo. Poi all’inizio del secondo set gli ho messo un po’ di pressione io e sono salito piano piano”.

La vera svolta, però, è giunta nel terzo set: “Il primo game del terzo è stato fondamentale. Sapevo che era un momento chiave. Ho fatto qualche errore che non avrei dovuto fare, ma sulle palle break sono stato molto attento e ho giocato bene. Da lì la partita è girata: lui ha iniziato a faticare, io invece sono cresciuto e ho trovato sempre di più il mio tennis”.

Un passaggio deciso anche dalla maggiore esperienza: “Sicuramente l’esperienza aiuta, ma credo anche che in questo momento il mio livello sia un po’ più alto. Quando sono andato sopra, si è visto che a lui manca ancora qualcosa, mentre io ho iniziato a muovermi meglio e a giocare come voglio”. Determinante anche la capacità di leggere l’avversario dopo un primo set di studio: “Lo conosco da tanto tempo, ma non lo avevo mai visto giocare davvero per un match intero. Mi ha impressionato all’inizio, è partito forte e sta facendo buoni progressi. Io invece ero un po’ lento, poi ho cercato di capire i suoi punti deboli e cosa fare per girare la partita. E ci sono riuscito. Ma lui ha un ottimo potenziale ed entrare nei top 200 lo aiuterà”.

Al di là del derby ligure, Arnaldi resta fedele alla sua linea: niente distrazioni, solo il proprio percorso. “Non guardo troppo a queste cose, giocare un derby italiano non cambia nulla. Sono qui per giocare, per rimettermi in gioco e fare più partite possibile. Questo è l’obiettivo principale e lo sto centrando”. Uno sguardo inevitabile anche alla finale, ma senza fretta: “Non mi interessa troppo chi affronterò, sono due giocatori totalmente diversi. Guarderò la semifinale e poi prepareremo il match. Quello che conta è che questo torneo mi sta dando tanto: partite, fiducia, ritmo. Il piede sta rispondendo bene, mi sento meglio e queste sono tutte cose che porterò con me quando tornerò nel circuito Atp”. Il significato di questa finale è chiaro: “Volevo giocare tante partite, volevo tornare competitivo. Essere di nuovo in una finale è importante. Sono contento di questo, ma soprattutto sono contento di stare bene e di migliorare partita dopo partita”.

Arnaldi in rimonta: "Ritmo e fiducia, da Cagliari riparto"

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